Valutazione di esito di un gruppo di giocatori d’azzardo patologici, malgrado le cure

“… la semplice idea che la malattia di cui soffriva Nataŝa non poteva esser loro nota, come non può esser nota nessuna delle malattie da cui è colpito ogni uomo vivo; ogni uomo vivo infatti ha le sue peculiarità e ha sempre una malattia speciale e sua propria, nuova, complicata sconosciuta alla medicina.” (L. Tolstoj, Guerra e pace, Libro terzo, cap. XVI)

Occuparsi della terapia di un disturbo porta necessariamente a focalizzare lo sguardo sul particolare, sul caso singolo: l’atteggiamento che ci guida è quello di definire la giusta alchimia terapeutica per la persona sofferente che si rivolge a noi. Parallelamente, l’atteggiamento scientifico, cui la medicina e la psicologia dovrebbero tendere, ci obbliga a sollevare lo sguardo e analizzare gli effetti del nostro operato in modo da valutarne l’appropriatezza, come suggerisce Skinner: “Certamente la scienza è più che un insieme di atteggiamenti, è anche la ricerca di un ordine, di certe uniformità, di relazioni tra gli eventi della natura, basate su leggi costanti. Essa ha inizio, come tutti noi sempre iniziamo, con l’osservazione di episodi singoli, ma passa poi rapidamente alla regola generale, alla legge scientifica” (Skinner, 1953).

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Recensione a “Sono il fallimento più riuscito della mia vita.Uscire ridendo dal gioGo d’azzardo”

“Sono il fallimento più riuscito della mia vita.Uscire ridendo dal gioGo d’azzardo” di Rolando De Luca

Chiunque conosca anche superficialmente il Dott. Rolando De Luca avrà sicuramente notato la sua tendenza alla  ricerca lato “faceto” do ogni situazione.

Questa  peculiarità si esprime massimamente nel suo ultimo libro “Sono il fallimento più riuscito della mia vita. Uscire ridendo dal gioGo d’azzardo”, che riporta oltre duecento tra battute umoristiche, lapsus, errori grammaticali e motti di spirito emersi nell’arco di 10 anni di sedute di gruppo presso il Centro di terapia di Campoformido. L’idea iniziale è partita dal terapeuta, che ha iniziato ad annotare minuziosamente questo materiale spontaneo, per poi comunicare il suo eccentrico progetto ai gruppi, rendendolo così un lavoro collettivo e condiviso.

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Il mercato dei comportamenti a rischio tra politiche e ingenuità

I fatti
Il 16 ottobre scorso la campagna Mettiamoci in gioco 1 (MiG) e Sistema Gioco Italia (SIG), ovvero gli industriali del gambling, firmano a sorpresa un protocollo di intesa. Ad essere colti di sorpresa non è solo il mondo dell’informazione e del sociale, ma anche molte delle stesse realtà che costituiscono il cuore pulsante di MiG. I vertici di diverse associazioni, ad esempio Alea, uno dei soggetti fondatori, Libera e Auser, dichiarano di non essere stati consultati prima della firma e di non aver potuto discutere adeguatamente il testo dell’accordo. Se il comunicato stampa di MiG che ne dà l’annuncio lascia di stucco, il testo firmato raggela

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Giocare con le parole, azzardare con la cura

paroleLe parole sono importanti. E' anche attraverso di esse che il mondo acquista senso. E questo senso può cambiare anche a seconda di termini che usiamo per descriverlo. Manipolare la semantica dunque può dare luogo alla modificazione della realtà percepita e la storia delle parole usate nel nostro paese negli anni scorsi per descrivere il gioco d'azzardo, e persino il gioco d'azzardo patologico, riservano sorprese interessanti.

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Gambling On The Brain: How Can Neuroscience Add To Our Understanding Of Gambling Behaviour ?

Intervento di Mauro Croce nella tavola rotonda plenaria di apertura Intervento di Mauro Croce nella tavola rotonda plenaria di apertura Gambling On The Brain: How Can Neuroscience Add To Our Understanding Of Gambling Behavior ?

Luke Clark, University Of Cambridge.
Discussant J. Besson CHUV, J.E. Grant, University of Chicago; J.P. Couteron, Federation Addiction, Mauro Croce
Traduzione dal francese di Fulvia Prever

Se l’attenzione nei confronti delle neuroscienze è crescente, ed i risultati incoraggianti, tuttavia non possiamo non osservare come la comunità scientifica e gli operatori appaiano, se mi si concede questa estremizzazione e semplificazione, divisi tra quelli che possiamo definire come neurofobici e quelli che possiamo definire neuromaniaci. Tra chi vede nelle conquiste delle neuroscienze una minaccia, e chi ne vede invece una promessa ed una risposta a molti problemi di cui a fatica cerchiamo una soluzione.

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FUMETTISTA D'AZZARDO

solomiaMi chiamano Stefano Acerbi e dicono che ho ancora 39 anni. Che vivo a Milano con mia moglie e mia figlia. Avrei terminato gli studi presso la Scuola d'Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, corso di fumetto, con votazione 30/30 e lode. Nella vita, fare sia l'educatore che il "docente" di fumetto presso la Civica Scuola d'Arte "W. Ciola" di San Donato Milanese è una scommessa quotidiana.
Credo di disegnare da sempre, non ricordo di avere mai smesso..

Recensione della Piece Teatrale "Mi versavo il latte addosso "

Raccogliendo l'invito dell'autrice e dell'attrice, rivolto ad Alea, per un parere tecnico, sabato 30 novembre ho assistito alla prima della piece teatrale. Tale invito è legato al tema che affronta lo spettacolo: la dipendenza da gioco d'azzardo. Lo spettacolo nasce dall'esigenza della regista e autrice del testo Francesca Rossi Brunori, di affrontare tale problematica sociale che, sempre più spesso, colpisce la cittadinanza, anche persone vicino a noi. Lo spettacolo si presenta, per ora, in formato di monologo snello e semplice, privo di scenografie, ma ricco di atmosfere sonore, grazie alla presenza di un musicista che ha suonato dal vivo. E' stata una notevole esperienza interessante ed intensa, resa anche più intima dalla collocazione in uno spazio particolare, un appartamento al quartiere Isola di Milano, adibito ad atelier d'arte. Ancora una volta una storia che appare più forte declinata al femminile. Esperienza da riproporre facilmente, anche per la brevità e l'agilità delle scene, in situazioni di formazione o in eventi specifici sul Gap.

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Commento a: "The D(2/3) dopamine receptor in Pathological Gambling: A PET study (...)"

NeuronThe D(2/3) dopamine receptor in Pathological Gambling: A PET study with [(11) C]-(+)-Propyl-Hexahydro-Naphtho-Oxazin and [(11) C] Raclopride. Addiction (Nov 2012) - Boileau I, Payer D, Chugani B, Lobo D, Behzadi A, Rusjan PM, Houle S, Wilson AA, Warsh J, Kish SJ, Zack M.

In questo lavoro gli autori hanno indagato la relazione fra recettori dopaminergici nei Giocatori d'Azzardo Patologici e controlli normali bilanciati per variabili socio-demografiche. Il gioco d'azzardo patologico condivide varie caratteristiche cliniche, fenomenologiche e epidemiologiche con il disturbo da dipendenza da sostanze, tanto da essere attualmente definito una dipendenza comportamentale.

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Presentazione del "Manuale sul gioco d’azzardo patologico. Diagnosi, Valutazione e Trattamenti."

Bellio G., Croce M., a cura di, (2014): Manuale sul gioco d’azzardo patologico. Diagnosi, Valutazione e Trattamenti. Franco Angeli, Milano.

La realtà può presentarsi in forma ordinata o disordinata, sia nel tempo che nello spazio. L’uomo ha sempre avuto difficoltà a capire il disordine e l’imprevedibilità 1 . Lo stesso atto creativo di Dio viene interpretato dalla tradizione come un porre ordine, separare una entità dall’altra, accomunare, organizzare. Sul piano evolutivo, possiamo ritenere che per i nostri antenati fosse più vantaggioso per la sopravvivenza poter rilevare le somiglianze, le sequenze, le regolarità: acqua -> animali che si abbeverano -> caccia -> cibo. Ogni essere umano tende quindi per sua natura a riconoscere forme anche laddove esse rappresentano una illusione o, più propriamente, una proiezione: su questo principio si fonda un test proiettivo come il Rorschach, e su questa tendenza prosperano i vari venditori di previsioni sulle uscite al Lotto. Di fronte alla casualità l’uomo si sente a disagio, non la comprende, la teme, ma pure ne è attirato e sfidato.

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  • Il poker consente di dimenticare tutto, compreso il fatto che non possiamo permetterci di giocare.

    Philippe Bouvard

  • Il senso del cavallo è un buon giudizio che trattiene i cavalli dallo scommettere sulle persone.

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  • Nessun cane può correre così veloce come i soldi che scommetti su di lui.

    Bud Flanagan

  • Il giocatore d'azzardo quanto più è bravo nel suo mestiere, tanto più è disonesto.
    Publilio Siro, Sentenze

  • Il gioco è un suicidio senza morte.
    André Malraux La condizione umana, 1933

  • "Non avendo pensieri da scambiarsi, si scambiano le carte, e cercano di portarsi via l'un l'atro i fiorini"
    A. Schopenauer

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