ALEA Bulletin

Periodico di informazione edito da ALEA

In questa pagina troverà spazio la pubblicazione del Bulletin di ALEA. Periodicamente, a cura del Comitato Direttivo, verranno offerti contenuti selezionati in materia di gioco d'azzardo: ogni numero sarà scaricabile in formato PDF e chiunque si registri tramite il modulo qui a destra potrà essere informato al proprio indirizzo di posta elettronica ad ogni nuova pubblicazione.

2013/1 - 2013/2 - 2013/3 - 2014/1 - 2014/2 - 2014/3 - 2015/1 - 2015/2 - 2016/1 - 2016/2 - 2016/3 - 2017/1 - 2017/2

Per Marina

marinadagatiDopo una lunga malattia che ha affrontato con grande forza e coraggio ci ha lasciati Marina D'Agati.
Docente di Sociologia alla Università di Torino, ricercatrice presso diverse istituzioni e università europee, tra cui EHESS (Parigi) Ecole Nationale des Chartes( Parigi) Universitè de Bretagne Occidentale (Brest), Universidad Rey Juan Carlos (Madrid), ESEC (Coimbra) e socia di ALEA, Marina era da tempo interessata al fenomeno del gambling nella nostra società. Aveva partecipato al nostro congresso di Roma nel maggio scorso e collaborato con noi in alcuni studi. Chi ha lavorato con lei non può che ricordarne con grande dolore il suo rigore metodologico insieme ad una grande ironia e feconda curiosità. Per il nostro Bulletin stava preparando una recensione del libro curato da Fulvia Prever e Henrietta Bowden-Jones, "Gambling Disorder in Women", che già aveva recensito per una rivista di sociologia. La sua sensibilità, la sua intelligenza e determinazione, l'hanno portata ad entrare subito in sintonia, sia a livello professionale che umano, col tema dell'azzardo al femminile, e su questo aveva molto da insegnare. Dal convegno di Varsavia 2016, dove ha presentato un contributo preparato con Mauro Croce sul tema delle comoridità tra gambling ed altre addiction e grazie alla comune amicizia con Mauro è cosi iniziata una splendida collaborazione. Nonostante l'aggravarsi delle sue condizioni, Marina stava preparando, insieme a Fulvia Prever un lavoro dal titolo "Never too old, never old enough... Gambling-related problems among older adults: risk factors and sperimental treatment with focus on women." che sarà presentato al convegno di Friborgo(CH) Gambling addiction: Science, Independence,Transparency) del 27-29 giugno 2018. In cantiere, insieme a Fulvia e alla collega Francesca Picone, c'era anche il sogno di un convegno "al femminile" in Sicilia, a cui lei tanto teneva, e questo sarà il nostro progetto a lei dedicato.
marinabookI suoi interessi non erano limitati al gambling ma il suo rigoroso ed intrigante sguardo sociologico la aveva portata ad approfondire tematiche molto ampie quali ad esempio i processi di formazione e trasmissione delle credenze collettive, i processi di socializzazione scolastica e di legittimazione istituzionale. Non possiamo poi non ricordare la sua passione per l'opera di Serge Gainsburg. Il suo ultimo libro, uscito poche settimane fa "Chi te l'ha detto? I rumors da Polifemo al web" Edizioni Epoké costituisce un riferimento di grande attualità sul fenomeno delle fake news nella società e sullo sviluppo dei rumors (pettegolezzi) nell'era del digitale. I cosiddetti rumor 2.0 ovvero le "catene di S. Antonio" inviate tramite email ed i numerosi fotomontaggi che spopolano in rete diventando virali. Un libro ricco di aneddoti e di analisi sullo genesi di note fake news dalla presunta morte di Paul McCartney, alle figurine imbevute di LSD sino alle teorie accademiche più accreditate. Il suo lavoro di studiosa l'ha vista collaborare con l' Université de Bretagne Occidentale di BREST , l'Universidad Rey Juan Carlos de MADRID, la Escola Superior de Educação de Coimbra. Sul gioco d'azzardo Marina, insieme al suo libro più noto (2005), Giocare d'azzardo. Rituali e credenze tra incanto e disincanto, Torino, Stampatori. Marina ci lascia numerosi articoli e ricerche che vogliamo ricordare, ma ci lascia anche molto di più: l'onore di averla conosciuta, giovane, entusiasta e competente, attenta alle dinamiche relazionali, onesta e leale, rispettosa del lavoro altrui come pochi riescono ad essere in un ambito Universitario spesso competitivo.

Una bella persona, che abbiamo avuto troppo poco tempo per apprezzare appieno e che davvero ci mancherà.

 

Pubblicazioni di Marina D'Agati sul Gambling

 

Stampa

Quando solo la cronaca ci fa riflettere ... Ma i buoi sono già scappati - di Fulvia Prever

preiti2Di questi giorni notizia dell'ennesimo atto di disperazione e violenza..in qualche modo connesse al gioco d'azzardo. "Preiti spara ai carabinieri davanti a Palazzo Chigi..voleva che gli sparassero.." Ovviamente tante sono le componenti di questo disastro, di una vita dove la perdita dell'attività lavorativa si intreccia coi i fallimenti esistenziali, la crisi e la disoccupazione,fino all'estremo rilancio nel gioco.. Il gioco d'azzardo certo non è l'unico componente, ma ne è amplificatore, acceleratore del disastro..ciò che mi colpisce e come il gioco rappresenti sempre più spesso per molti, troppi, l'ultima spiaggia..

Una spiaggia di cui non si sente francamente l'esigenza,a fronte di già altre occasioni di impoverimento collettivo, e non sto parlando solo di quello strettamente economico..
Finire nel tritacarne del gioco d'azzardo non è solo passare rapidamente dai sogni illusori di una ricchezza salvifica a una brusca caduta nella miseria, alla disperazione nera di rubare i soldi dal salvadanaio dei propri figli , ma anche l'angoscia di rimanere completamente soli, di vedere il proprio tempo depauperato e snaturato dalla febbre dell'azzardo..non si perdono solo i propri averi giocando, ma si perde il proprio tempo, i propri affetti, la propria vita..

 

I piccoli comuni, di questo malessere generalizzato e indotto, se ne stanno accorgendo meglio e prima che le grandi città, dove tutto è mastodontico e immobile..I comuni hanno capito, già da tempo, che i proventi (sempre minori per altro) che arrivano allo stato, non bilanciano in nessun modo i danni che il gioco diffuso in modo così capillare provoca coinvolgendo sempre più i loro concittadini nell'azzardo patologico. Sempre più famiglie coinvolte che non riescono più a pagare bollette o affitti, sempre maggiori le richieste ai servizi sociali di un contributo economico; gli assistenti sociali e i sindaci scoprono di dover fronteggiare una vera emergenza che coinvolge anziani, pensionati, donne , giovani, e che la mancanza di occupazione,spesso correlata al gioco, non è più l'unica causa della bancarotta. Del resto ma recente ricerca svizzera sui costi sociali dell'azzardo, dimostra che, ancorché i proventi del gioco d'azzardo non ritornano mai ai comuni.ma rimangono nelle casse statali, lo stato stesso non ne beneficia più di tanto. Infatti i costi sociali e sanitari, diretti e indiretti ammontano, con una traduzione della ricerca svizzera (Università di Neuchatel) sulla situazione italiana, a 5/6 miliardi di euro !

È a questi vanno aggiunti i costi della lotta alla criminalità organizzata, riciclaggio e usura che il gioco, anche legale, comporta (come da ultima audizione in Parlamento di Libera, lotta alle Mafie).

Ecco due conti della serva..
Costi sanitari diretti: ricorso al medico di base del 48% più alto rispetto ai non giocatori, interventi ambulatoriali psicologici, ricoveri sanitari, cure specialistiche per la dipendenza
Costi sanitari indiretti: perdita di performance lavorativa del 28% maggiore rispetto ai non giocatori, perdita di reddito..
Costi per la qualità della vita: problemi che ricadono sui familiari, violenza, rischio di aumento di depressione grave, ansia, deficit di attenzione, bassa resistenza ad altri tipi di dipendenze, idee suicidarie, ossessione per il gioco e per i soldi necessari a giocare..
Tutto questo a fronte di un ricavo di "soli" 8 miliardi di euro da parte dello Stato! Il gioco..vale la candela??
Già tre anni fa il comune di Empoli, col vicesindaco Torreggiani, si era mosso radunando più di 100 comuni per trovare insieme una strategia di contrasto al fenomeno dilagante delle concessioni di sale scommesse, sale slots o VLT, e istallazioni di slots nei locali pubblici..trovare una strategia usando le poche leggi su cui i comuni possono avere autonomia di delibera non è stat facile, come insegna l'esperienza di Verbania; i gestori hanno impugnato, dopo anni, la restrizione degli orari degli esercizi, atte a proteggere minori e anziani dal passare l'intera giornata davanti alle slot, e hanno ottenuto persino un risarcimento danni dal Comune!!
Questo ha portato i comuni,a perseguire strade sempre più organizzate, facendo riferimento anche ai regolamenti di urbanistica, traffico, pubblica sicurezza..

Il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo,(città più colpita dal gioco d'azzardo in Italia) ha aderito in quanto vice presidente dell'Anci (Associazioni dei comuni italiani) al Manifesto NO SLOT, e mano mano tutti i comuni stanno adottando questo Manifesto che permette di dare visibilità e incentivi ai locali che scelgono di non tenere più slots.

Ci auguriamo che lo Stato , con lo spiraglio di legge che il decreto Balduzzi ha aperto, si interroghi sulla necessità di limitare la diffusione e la pubblicità dell'azzardo, sul dovere di investire in una ricerca sul reale impatto del gioco patologico in Italia, e sulla possibilità di dare concreto accesso alla cura di questa patologia presso il servizio sanitario nazionale e il privato sociale accredita- to.Che questo possa avvenire anche attraverso diversi meccanismi di tassazione del gioco che vadano a creare un budget,svincolato da interessi economici di alcun genere, per implementare lo studio delle migliori terapie disponibili per contrastare questa dipendenza e per la promozione di interventi di prevenzione primaria e secondaria/strutturale, atti a ridurre l'accesso alle situazioni di rischio .

Se il Nuovo Osservatorio che si sta creando a livello nazionale non sarà solo una vetrina politica ma attore di intervento reale e incisivo di cambiamento, si vedrà presto.
Per farlo potrà fare tesoro del "know how" delle storiche associazioni no profit che da anni lavorano grazie a professionisti e esperti del settore, in un vuoto istituzionale preoccupante, per creare una cultura contro l'azzardo patologico, laica e svincolato da ogni interesse politico o economico delle lobbies dei gestori.

Fulvia Prever

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn