Stampa

Gioco d’azzardo responsabile: diamo i numeri. Di Maurizio Avanzi

avanziEditoriale di ALEA Bulletin 2016-2

L'Italia è uno dei più importanti produttori di alcolici del mondo ed anche, da qualche anno, uno dei più importanti consumatori di gioco d'azzardo. Alcool e gioco d'azzardo sono legali, ma possono dare dipendenza, e possono essere dannosi molto prima di dare dipendenza. L'accesso al loro consumo è vietato ai minori di 18 anni e accompagnato da avvertenze sulla pericolosità dell'uso. L'eccesso di alcol alla guida è sanzionato dal Codice della Strada, il consumo di tabacco è proibito negli spazi pubblici e sul gioco d'azzardo il messaggio è invece "devi limitarti da solo".
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato indicazioni quantitative precise perché il danno dato dal consumo di alcolici sia basso e accettabile: i limiti sono basati su caratteristiche individuali e di genere, che corrispondono a 40g di alcool o 2-3 UA (Unità Alcoliche) al giorno per l'uomo e 20g di alcool o 1-2 UA al giorno per la donna, mentre gli over 65 anni si devono limitare ad 1UA al dì.

Ricordiamo che 1 UA corrisponde a 12g di etanolo e quindi a circa 125ml di vino al di media gradazione (12%), oppure a 40ml di superalcolici (gradazione 40%), oppure a 330ml di birra di media gradazione (4%) [1].
Per quanto riguarda invece il gioco d'azzardo le uniche indicazioni fornite per limitare i danni sono dei generici "gioca in modo responsabile" oppure "gioca senza esagerare" o anche "gioca il giusto", che rimandano al libero arbitrio e alla responsabilità individuale. Senza contare la reiterata e volutamente ambigua omissione della specifica "d'azzardo" quando si parla di questa tipologia di gioco.
Nella puntata del 21 dicembre 2012 di "Crozza nel Paese delle Meraviglie" [2], che come data coincideva con l'attesa della fine del mondo secondo il calendario dei Maya, Maurizio Crozza ironizzava sulla vocina che, al termine delle pubblicità sul gioco d'azzardo, dice: "gioca responsabilmente". Secondo Crozza è come se la vocina ti dicesse: "Annega, ma con cautela!", "Sparati, ma con prudenza!", "Buttati dalla finestra, ma copriti perché fa freddo!" ...
Per aiutarci ad andare oltre le raccomandazioni generiche e paternalistiche, che tanto assomigliano a certe ipocrite preoccupazioni e si riferiscono a un fantomatico "gioco responsabile", possiamo prendere in considerazione uno studio canadese pubblicato su Addiction [3], che finalmente esplicita in unità di misura quantificabili, quali sono i limiti economici e temporali che rendono il gioco d'azzardo meno dannoso.
Mi riferisco a "Risk of harm among gamblers in the general population as a function of level of participation in gambling activities" (Addiction, 101, 570–580, 2006) di Currie e colleghi dell'Università di Calgary, che dopo uno studio su un campione significativo fatto di 19mila giocatori hanno identificato i limiti che portano a fare un gioco d'azzardo a basso rischio di danno.
Lo studio ha mostrato che il danno cresce in funzione di quanto più frequentemente si gioca d'azzardo e quanto più denaro si gioca.

I limiti ottimali per partecipare al gioco d'azzardo con basso rischio di danno sono tre e vanno soddisfatti tutti e tre:

  • Non giocare d'azzardo più di due-tre volte al mese.
  • Giocare al massimo l'1% del proprio reddito mensile.
  • Qualunque sia il reddito individuale, non giocare in un anno più di 500-1000 dollari.


Questo significa che se un pensionato prende 800 euro di pensione, potrà giocare al massimo 8 euro in un mese, ma se una persona ha un reddito milionario, è meglio comunque che non giochi nell'anno più di 500-1000 euro. Ed entrambi non devono giocare più di due-tre volte al mese.
Lo studio si avvale di modelli di regressione logistica che hanno mostrato un significativo aumento del rischio di danno correlato al gioco d'azzardo quando i limiti sopra elencati (sopra) vengono disattesi.
Dallo studio sono stati esclusi i giocatori di lotterie settimanali a pochi dollari, che risultano meno a rischio di danno vista la scarsa frequenza del gioco, la lontananza temporale dall'estrazione e la piccola cifra investita. Anche nella nostra esperienza clinica sono più pericolosi i giochi azzardo con esito immediato e che possono essere immediatamente e continuamente ripetuti (quali ad esempio new slot, VLT, gratta e vinci, 10e lotto, giochi d'azzardo online).
Lo stesso gruppo di lavoro canadese ha continuato lo stesso studio ed è arrivato a confermare le conclusioni precedenti, che sono state pubblicate su Addiction nel 2012 nell'articolo "Examining the predictive validity of low-risk gambling limits with longitudinal data" [4].
E' giunta l'ora di cominciare a fare prevenzione parlando chiaro, parlando di limiti quantificabili e non di "fuffa" che finge di dare avvertenze, ma in realtà confonde e probabilmente ha il solo scopo di evitare denunce per danni provocati dal gioco d'azzardo.

 

 


Maurizio Avanzi

 


Bibliografia

  • Anderson P. Alcohol and primary health care. WHO Reg Publ Eur Ser. 1996; 64:1-90.
  • https://www.youtube.com/watch?v=2ke4f2GT8fc. (Accesso il 29/8/2015).
  • Currie SR, Hodgins DC, Wang J, el-Guebaly N, Wynne H, Chen S. Risk of harm among gamblers in the general population as a function of level of participa- tion in gambling activities. Addiction. 2006 Apr;101(4):570-80
  • Currie SR, Hodgins DC, Casey DM, el-Guebaly N, Smith GJ, Williams RJ, Schopflocher DP, Wood RT. Examining the predictive validity of low-risk gambling limits with longitudinal data. Addiction. 2012 Feb; 107(2):400-6. doi: 10.1111/j.1360-0443.2011.03622.x. Epub 2011 Oct 26
Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Per Marina

marinadagatiDopo una lunga malattia che ha affrontato con grande forza e coraggio ci ha lasciati Marina D'Agati.
Docente di Sociologia alla Università di Torino, ricercatrice presso diverse istituzioni e università europee, tra cui EHESS (Parigi) Ecole Nationale des Chartes( Parigi) Universitè de Bretagne Occidentale (Brest), Universidad Rey Juan Carlos (Madrid), ESEC (Coimbra) e socia di ALEA, Marina era da tempo interessata al fenomeno del gambling nella nostra società. Aveva partecipato al nostro congresso di Roma nel maggio scorso e collaborato con noi in alcuni studi. Chi ha lavorato con lei non può che ricordarne con grande dolore il suo rigore metodologico insieme ad una grande ironia e feconda curiosità. Per il nostro Bulletin stava preparando una recensione del libro curato da Fulvia Prever e Henrietta Bowden-Jones, "Gambling Disorder in Women", che già aveva recensito per una rivista di sociologia. La sua sensibilità, la sua intelligenza e determinazione, l'hanno portata ad entrare subito in sintonia, sia a livello professionale che umano, col tema dell'azzardo al femminile, e su questo aveva molto da insegnare. Dal convegno di Varsavia 2016, dove ha presentato un contributo preparato con Mauro Croce sul tema delle comoridità tra gambling ed altre addiction e grazie alla comune amicizia con Mauro è cosi iniziata una splendida collaborazione. Nonostante l'aggravarsi delle sue condizioni, Marina stava preparando, insieme a Fulvia Prever un lavoro dal titolo "Never too old, never old enough... Gambling-related problems among older adults: risk factors and sperimental treatment with focus on women." che sarà presentato al convegno di Friborgo(CH) Gambling addiction: Science, Independence,Transparency) del 27-29 giugno 2018. In cantiere, insieme a Fulvia e alla collega Francesca Picone, c'era anche il sogno di un convegno "al femminile" in Sicilia, a cui lei tanto teneva, e questo sarà il nostro progetto a lei dedicato.
marinabookI suoi interessi non erano limitati al gambling ma il suo rigoroso ed intrigante sguardo sociologico la aveva portata ad approfondire tematiche molto ampie quali ad esempio i processi di formazione e trasmissione delle credenze collettive, i processi di socializzazione scolastica e di legittimazione istituzionale. Non possiamo poi non ricordare la sua passione per l'opera di Serge Gainsburg. Il suo ultimo libro, uscito poche settimane fa "Chi te l'ha detto? I rumors da Polifemo al web" Edizioni Epoké costituisce un riferimento di grande attualità sul fenomeno delle fake news nella società e sullo sviluppo dei rumors (pettegolezzi) nell'era del digitale. I cosiddetti rumor 2.0 ovvero le "catene di S. Antonio" inviate tramite email ed i numerosi fotomontaggi che spopolano in rete diventando virali. Un libro ricco di aneddoti e di analisi sullo genesi di note fake news dalla presunta morte di Paul McCartney, alle figurine imbevute di LSD sino alle teorie accademiche più accreditate. Il suo lavoro di studiosa l'ha vista collaborare con l' Université de Bretagne Occidentale di BREST , l'Universidad Rey Juan Carlos de MADRID, la Escola Superior de Educação de Coimbra. Sul gioco d'azzardo Marina, insieme al suo libro più noto (2005), Giocare d'azzardo. Rituali e credenze tra incanto e disincanto, Torino, Stampatori. Marina ci lascia numerosi articoli e ricerche che vogliamo ricordare, ma ci lascia anche molto di più: l'onore di averla conosciuta, giovane, entusiasta e competente, attenta alle dinamiche relazionali, onesta e leale, rispettosa del lavoro altrui come pochi riescono ad essere in un ambito Universitario spesso competitivo.

Una bella persona, che abbiamo avuto troppo poco tempo per apprezzare appieno e che davvero ci mancherà.

 

Pubblicazioni di Marina D'Agati sul Gambling