Per Marina

marinadagatiDopo una lunga malattia che ha affrontato con grande forza e coraggio ci ha lasciati Marina D'Agati.
Docente di Sociologia alla Università di Torino, ricercatrice presso diverse istituzioni e università europee, tra cui EHESS (Parigi) Ecole Nationale des Chartes( Parigi) Universitè de Bretagne Occidentale (Brest), Universidad Rey Juan Carlos (Madrid), ESEC (Coimbra) e socia di ALEA, Marina era da tempo interessata al fenomeno del gambling nella nostra società. Aveva partecipato al nostro congresso di Roma nel maggio scorso e collaborato con noi in alcuni studi. Chi ha lavorato con lei non può che ricordarne con grande dolore il suo rigore metodologico insieme ad una grande ironia e feconda curiosità. Per il nostro Bulletin stava preparando una recensione del libro curato da Fulvia Prever e Henrietta Bowden-Jones, "Gambling Disorder in Women", che già aveva recensito per una rivista di sociologia. La sua sensibilità, la sua intelligenza e determinazione, l'hanno portata ad entrare subito in sintonia, sia a livello professionale che umano, col tema dell'azzardo al femminile, e su questo aveva molto da insegnare. Dal convegno di Varsavia 2016, dove ha presentato un contributo preparato con Mauro Croce sul tema delle comoridità tra gambling ed altre addiction e grazie alla comune amicizia con Mauro è cosi iniziata una splendida collaborazione. Nonostante l'aggravarsi delle sue condizioni, Marina stava preparando, insieme a Fulvia Prever un lavoro dal titolo "Never too old, never old enough... Gambling-related problems among older adults: risk factors and sperimental treatment with focus on women." che sarà presentato al convegno di Friborgo(CH) Gambling addiction: Science, Independence,Transparency) del 27-29 giugno 2018. In cantiere, insieme a Fulvia e alla collega Francesca Picone, c'era anche il sogno di un convegno "al femminile" in Sicilia, a cui lei tanto teneva, e questo sarà il nostro progetto a lei dedicato.
marinabookI suoi interessi non erano limitati al gambling ma il suo rigoroso ed intrigante sguardo sociologico la aveva portata ad approfondire tematiche molto ampie quali ad esempio i processi di formazione e trasmissione delle credenze collettive, i processi di socializzazione scolastica e di legittimazione istituzionale. Non possiamo poi non ricordare la sua passione per l'opera di Serge Gainsburg. Il suo ultimo libro, uscito poche settimane fa "Chi te l'ha detto? I rumors da Polifemo al web" Edizioni Epoké costituisce un riferimento di grande attualità sul fenomeno delle fake news nella società e sullo sviluppo dei rumors (pettegolezzi) nell'era del digitale. I cosiddetti rumor 2.0 ovvero le "catene di S. Antonio" inviate tramite email ed i numerosi fotomontaggi che spopolano in rete diventando virali. Un libro ricco di aneddoti e di analisi sullo genesi di note fake news dalla presunta morte di Paul McCartney, alle figurine imbevute di LSD sino alle teorie accademiche più accreditate. Il suo lavoro di studiosa l'ha vista collaborare con l' Université de Bretagne Occidentale di BREST , l'Universidad Rey Juan Carlos de MADRID, la Escola Superior de Educação de Coimbra. Sul gioco d'azzardo Marina, insieme al suo libro più noto (2005), Giocare d'azzardo. Rituali e credenze tra incanto e disincanto, Torino, Stampatori. Marina ci lascia numerosi articoli e ricerche che vogliamo ricordare, ma ci lascia anche molto di più: l'onore di averla conosciuta, giovane, entusiasta e competente, attenta alle dinamiche relazionali, onesta e leale, rispettosa del lavoro altrui come pochi riescono ad essere in un ambito Universitario spesso competitivo.

Una bella persona, che abbiamo avuto troppo poco tempo per apprezzare appieno e che davvero ci mancherà.

 

Pubblicazioni di Marina D'Agati sul Gambling

 

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Italian Journal on Addiction - Monografia: Il gioco d'azzardo patologico in Italia

iJA 2 3 4Pochi giorni fa il Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), diretto dal dr. Giovanni Serpelloni, ha pubblicato online sull'Italian Journal on Addiction l'annunciato numero monografico dedicato al gioco d'azzardo patologico in Italia. Per molti anni Alea ha lavorato in modo lungimirante per sensibilizzare operatori sociali e sanitari, la popolazione, i decisori politici e gli amministratori pubblici sulle problematiche correlate all'azzardo, ottenendo spesso indifferenza se non derisione e disprezzo, soprattutto da parte di chi vedeva nel 'Grande Affare' una ghiotta occasione per raccogliere denaro in quantità inimmaginabili.

Nell'ultimo anno le cose sono cambiate: i danni dell'azzardo sono ormai sotto gli occhi di tutti tanto che perfino i produttori/concessionari hanno rinunciato a negarli ulteriormente.

Il DPA ha quindi raccolto e fatta propria la sentita esigenza di un sempre più serrato confronto clinico sui problemi sociosanitari correlati all'azzardo confezionando una pubblicazione che rappresenta lo spaccato del lavoro di qualità che, partito in sordina e talora in semiclandestinità nei servizi pubblici e del privato sociale, ha contribuito a creare una rete di assistenza in assenza di qualsiasi contributo economico e programmatico dello Stato.

È una enorme soddisfazione per Alea constatare che la metà dei contributi originali pubblicati vede uno o più soci della nostra associazione come autori.

Un ringraziamento quindi a tutti i soci di Alea che in ogni occasione dimostrano il loro impegno serio e continuativo.

Graziano Bellio
(Presidente di Alea)

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Commenti   

 
0 #2 cardinali giampaolo 2013-12-16 07:44
I privilegi di pochi si autoalimentano sulla sofferenza di tanti. E di oggi la notizia delle nuove 7000 concessioni per sale Slot questi Sigg:ri se ne fregano delle sofferenze che tali decisioni causano allagente che contribuiscono solo all'arricchimento di una ristretta lobbies che non crea lavoro e distrugge la classe piu povera e disperata che prova a risolvere i problemi quotidiani con il gioco pur essendo cosciente che in questo modo li rende irrisolvibili.
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0 #1 cardinali giampaolo 2013-12-16 07:31
Il mio piu vivo apprezzamento per quanto state facendo per alleviare gli effetti di questa nuova degenerazione della ns.società gestita da profittatori ignobili e da una classe politicacialtrona e corrotta.Credo tuttavia che bisogna andare alle cause che hanno generato tale con proposte di legge che almeno tentino di arginare questo fenomeno di autodistruzione della classe piu povera e sofferente della ns.società.
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